Errori sanitari. Circa 1 sinistro per struttura ogni 10 giorni

errori sanitari“Sono in media 35 per struttura pubblica, vale a dire circa uno ogni 10 giorni, i sinistri da medical malpractice registrati in un anno”. È quanto emerge dai primi dati relativi al nuovo report MedMal realizzato da Marsh Italia, gruppo globale nell’intermediazione assicurativa e nella consulenza sui rischi.
 
Il report, alla undicesima edizione, analizza circa 13.500 sinistri con anno di denuncia dal 2004 al 2018, relativi a 66 strutture pubbliche (presidi di primo livello, aziende ospedaliere polispecialistiche e universitarie e ospedali specializzati) distribuite sul territorio nazionale.
 
La sezione dedicata alla sanità privata considera, nel medesimo arco temporale della sanità pubblica, i sinistri di 23 case di cura specialistiche e polispecialistiche, e, novità di quest’anno, anche 61 RSA, analizzate in una sezione dedicata del report.
 
Sanità pubblica: i risultati dell’analisi
Costi e tempi di denuncia
In termini di importo liquidato medio, il report evidenzia un totale di circa 81.500 euro per sinistro. Tale valore risulta superiore ai 78.000 euro registrati lo scorso anno, principalmente a causa del campione selezionato che quest’anno si focalizza sui danni ai pazienti, tipicamente caratterizzati da un importo maggiore rispetto a quelli relativi a terzi e visitatori.

 
Per quanto riguarda i tempi di denuncia, emerge una certa variabilità a seconda del sinistro considerato. In particolare, le infezioni risultano essere la tipologia con i tempi più dilatati, con il 15,3% di denunce entro i 6 mesi che solo dopo 4 anni superano il 70%, mentre una quota residuale dell’11% persiste anche a distanza di oltre 10 anni dell’evento. Più rapidi sono invece i tempi relativi agli errori chirurgici, il cui 36,5% viene denunciato entro il primo anno, per poi avvicinarsi al 90% entro i 5 anni. Gli errori diagnostici, terapeutici e soprattutto quelli collegati a procedure invasive risultano essere infine i sinistri caratterizzati dalla velocità di denuncia più elevata: negli eventi collegati a procedure invasive si raggiunge il 76% in due anni.

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