La medicina che guarisce è quella basata su prove di efficacia

qsDalla lettera al Direttore di Quotidiano Sanità

08 SET - Gentile direttore, 
la guarigione o il miglioramento di una malattia dipendono dalla sua evoluzione spontanea in senso positivo per l’intervento dei meccanismi riparativi naturali, dall’effetto placebo del provvedimento adottato, sia esso farmacologico che chirurgico, innescato dall’aspettativa del paziente, dall’efficacia intrinseca del provvedimento attuato.

Il peggioramento invece dipende dall’evoluzione spontanea in senso negativo per il fallimento dei meccanismi riparativi naturali, dall’effetto nocebo del provvedimento adottato legato all’aspettativa negativa del paziente, dall’inefficacia nello specifico paziente del provvedimento adottato o da un errore sanitario.

Una evoluzione intermedia consiste nell’adattamento, dove i meccanismi soprariportati appaiono in equilibrio.

Spesso sia nella evoluzione verso la guarigione che verso il peggioramento o l’adattamento, questi meccanismi coesistono. Si evince da quanto premesso che la possibilità di guarigione o meno da una malattia da parte di un farmaco o di un provvedimento chirurgico non la stabilisce né il medico né il paziente né i suoi familiari, ma possono essere chiariti solo da una adeguata sperimentazione clinica controllata. Il paziente, i familiari o il medico possono percepire gli effetti della evoluzione della patologia.

Si parla di medicina ufficiale, medicina alternativa, complementare, omeopatica, naturale, narrativa, di precisione e anche di slow medicine e fast medicine. La medicina però è una: quella basata sulla sperimentazione clinica e su prove di efficacia anche se rimane sempre una scienza approssimativa.

In un articolo del 18 gennaio 2018 il giornalista Vittorio Feltri parlando dei farmaci alternativi che fanno litigare sentenziava che “l’unica medicina buona è quella che ti guarisce”. Sembrerebbe lapalissiano e probabilmente visto dalla parte del paziente è così. Però in questo modo mettiamo conoscenza ed ignoranza sullo stesso livello.
 
Se valutiamo invece il problema dal punto di vista scientifico e nell’interesse vero del paziente senza la presenza ingombrante dei bisogni emotivi e irrazionali, l’affermazione non è assolutamente vera: non tiene conto dell’efficacia intrinseca del provvedimento, dell’evoluzione naturale della malattia e dell’effetto placebo (nonché, per gli addetti ai lavori della regressione verso la media).
 
Quindi la vera medicina che guarisce è solamente quella basata su prove di evidenza. Il medico ed il malato sono costretti a condividere questo concetto se non vogliono discutere di ghiribizzi e sogni. Anzi è il malato che dovrebbe pretendere dal medico di essere curato in questo modo. Tutto il resto è opinione, illusione e nella peggiore ipotesi un voluto inganno.

La medicina, come tutte le scienze biologiche, sociali ed economiche, è una scienza del pressappoco che attraverso difficili e lunghe sperimentazioni si cerca di ridurre. Di meglio non abbiamo. L’alternativa è la medicina del curati come ti pare. Purtroppo la debolezza della scienza è nei suoi limiti, nella necessità di verificabilità, trasparenza e condivisione mentre la forza dell’illusione e dell’inganno è quella della mancanza di limiti, della autoreferenzialità, di basarsi su presupposti non verificati e non verificabili.

Di fronte alla sofferenza del malato la scienza manifesta il principale difetto: l’incapacità di commuoversi, di avere compassione. Per evitare questo deve intervenire il medico con la sua arte e la sua esperienza. L’arte deve integrare la scienza, non sostituirla o addirittura ignorarla, altrimenti si sconfina facilmente verso l’illusione e l’inganno. Gli spiegatori non hanno bisogno di prove di efficacia ma solo di ragionamenti che giustifichino le loro ipotesi.
 
E’ un desiderio profondamente umano credere a quello che si vuole credere, che più fa piacere, che più fa comodo, che più conviene. La scienza non è questo, per fortuna o purtroppo a seconda dei punti di vista.
 
Franco Cosmi
Cardiologia (Cortona, AR)