Importanza dei sistemi di supporto alla terapia nella riconciliazione farmacologica

riconciliazione farmacologicaL’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) considera la riconciliazione farmacologica una delle migliori strategie per garantire una buona qualità delle cure ai pazienti. In Italia, la riconciliazione è stata inserita tra i criteri e i requisiti di accreditamento che Regioni e strutture sanitarie sono tenute ad assicurare ai propri assistiti. In questa ottica il Ministero della Salute ha emanato la Raccomandazione n.17 per una corretta riconciliazione della terapia farmacologica e, più di recente, delle linee di indirizzo per la riconciliazione della terapia farmacologica sul territorio durante le transizioni di cura.

Il documento si focalizza sull’importanza della riconciliazione farmacologiche all’interno delle RSA/strutture sanitarie protette, per il fatto che i pazienti ospiti di tali strutture presentano un quadro clinico caratterizzato da una fragilità intrinseca legata all’età e da frequenti comorbidità associate a patologie croniche.

I pazienti di queste strutture presentano un elevato rischio di manifestare reazioni avverse a farmaci (Adverse Drug Reaction – ADR), con importanti ricadute in termini di ospedalizzazioni e mortalità. Dati di letteratura mostrano infatti come all’aumentare del numero dei farmaci assunti aumenti il rischio di ADR, con un aumento dell’82% con l’assunzione di 7 farmaci.

In tale contesto, oltre all’insorgenza di ADR, la politerapia rappresenta un fattore di rischio per molteplici aspetti quali ad esempio un’aumentata probabilità che si verifichino interazioni anche gravi tra farmaci o tra farmaci ed alimenti assunti, una maggiore complessità nella gestione dei farmaci, nonché l’esposizione a farmaci potenzialmente inappropriati.

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