Riconciliazione dei farmaci: uno studio italiano in cardiopatici

riconciliazione"Gli errori in corso di terapia farmacologica riguardano tutto il processo di gestione del farmaco sia in ospedale che sul territorio. In particolare, nei momenti cosiddetti di Transizione di cura (rappresentati dal ricovero del paziente in ospedale e dalla sua dimissione, dal suo trasferimento tra reparti della stessa struttura o ad altra struttura sanitaria) gli errori in terapia, correlati a discrepanze non intenzionali, possono causare danni al paziente con un prolungamento della degenza o ricoveri ripetuti e l’impiego di ulteriori risorse sanitarie. La letteratura nazionale ed internazionale riporta che il 67% dei pazienti, all’ammissione in ospedale, presenta discrepanze non intenzionali nella terapia e che, spesso, queste non vengono corrette: l’omissione dei farmaci è la più frequente discrepanza non intenzionale, seguita dalle assunzioni non necessarie.
In seguito alla dimissione, una comunicazione non accurata o incompleta tra professionisti nonché tra professionisti e pazienti e familiari/caregiver, viene indicata come un fattore determinante per il verificarsi di eventi avversi poiché influenza l’aderenza alla terapia.
Per quanto sopra esposto, e in considerazione sia del coinvolgimento di diversi operatori sanitari nei Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali sia dell’invecchiamento della popolazione associato all’aumento di malattie croniche, all’incremento del consumo di farmaci e all’elevata frequenza di politerapie seguite per lunghi periodi di tempo, è essenziale effettuare, nelle Transizioni di cura, una revisione accurata dei medicinali fino allora assunti dal paziente e di quelli previsti per l’attuale condizione clinica."
Così il Ministero della Salute introduce la Riconciliazione della terapia farmacologica.
La riconciliazione dei farmaci è un processo fondamentale che per essere efficace deve essere applicato durante ogni singola transizione assistenziale.
Uno studio italiano ha analizzato cosa avviene negli ospedali della Fondazione Toscana Gabriele Monasterio. Inoltre per valutare in modo completo la qualità delle pratiche di riconciliazione tra cure ospedaliere e ambulatoriali i ricercatori hanno analizzato i farmaci prescritti 6 mesi prima del ricovero, durante il ricovero e 9 mesi dopo la dimissione per un gruppo selezionato di pazienti con malattie cardiovascolari.
In tutto sono stati selezionati 298 pazienti che assumevano più di 4 farmaci o più di 2 farmaci cardiovascolari all'ammissione in ospedale.
Grazie alle loro cartelle cliniche elettroniche, si è ottenuto l'elenco delle prescrizioni di questo campione di pazienti, da 6 mesi prima del ricovero a 9 mesi dopo la dimissione, estratto dal registro delle prescrizioni regionali. Nel campione risultante, le prescrizioni sono state analizzate per valutare discrepanze non intenzionali.
Lo studio ha incluso 298 pazienti (età media, 71,2 anni). Tra le 14.573 prescrizioni analizzate, c'erano 4363 discrepanze (14,6 discrepanze per paziente). Tra queste discrepanze, 1310 sono state classificate come non intenzionali (4,4 discrepanze per paziente).
Tra le discrepanze non intenzionali, solo 4,8% (n=63) hanno avuto luogo durante il ricovero in ospedale. Precedentemente il ricovero, sono state rilevate il 33,1% delle discrepanze involontarie tra la prescrizione e la terapia dichiarata dei pazienti, dato che sale al 62,1% nel confronto tra la prescrizione alla dimissione e i farmaci prescritti 9 mesi dopo.

Gli errori terapeutici hanno importanti implicazioni per la sicurezza del paziente e la loro identificazione è un obiettivo principale per migliorare la pratica clinica. Il confronto tra i farmaci acquisiti attraverso il registro regionale delle prescrizioni prima e dopo l'ospedalizzazione ha delineato un punto critico nel processo di riconciliazione dei farmaci, chiedendo la definizione di standard di riconciliazione dei farmaci condivisi tra ospedali e servizi di assistenza primaria per ridurre al minimo le discrepanze terapeutiche e migliorare la sicurezza del paziente.

Fonte: Volpi E et al. Medication Reconciliation During Hospitalization and in Hospital-Home Interface: An Observational Retrospective Study. J Patient Saf. 2017 Mar 22.

Medilogy, oltre a aver sviluppato MEDIDRUG, un CDSS che posta le evidenze cliniche direttamente al letto del paziente, utile quindi nella fase del ricovero, ha messo a punto un software, MEDIRISK, per l'analisi retrospettiva del rischio farmacologico.

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